Chi meglio di chi trascorre le proprie giornate immerso in quel mondo potrebbe guidarci alla scoperta del lato più oscuro di Dublino? Tom Lawlor, co-direttore del Bram Stoker Festival organizzato dal Comune di Dublino, ci porta oltre Dracula per incontrare i narratori, gli artisti, i collezionisti e i creatori che mantengono vivo il fascino della città per il folklore, l’horror e il soprannaturale.
Ogni volta che chiedo ai visitatori cosa apprezzino di più di Dublino, la risposta è quasi sempre la stessa: la gente. Non gli edifici, i pub, i parchi, le numerose attrazioni turistiche e nemmeno la Guinness. La gente.
Credo che lo stesso valga per ciò che rende Dublino e l’Irlanda una meta così popolare per Halloween, che affonda le sue radici nell’antica tradizione irlandese del Samhain. Il nostro rispetto per il soprannaturale è antico, e mantenere vive queste tradizioni dipende dalle persone – scrittori, artisti e narratori – capaci di scorgere qualcosa di strano o sinistro in questo mondo e di seguirlo più a fondo nell’ombra.
Bram Stoker era un irlandese cresciuto in una Dublino in cui imperavano l’occultismo e lo spiritismo dell’epoca vittoriana. Il suo precoce interesse per il lato oscuro dell’esistenza aveva origini molto vicine a casa: malato per gran parte della sua prima infanzia, trascorse lunghi periodi a letto ascoltando le storie raccontate da sua madre, Charlotte, che aveva vissuto l’epidemia di colera a Sligo nel 1832 e gli parlava di fosse comuni, della fuga dalla malattia e della paura molto reale che la gente provava di essere sepolta viva. È facile cogliere echi di quelle storie nelle opere che scrisse in seguito.
Al Bram Stoker Festival del Comune di Dublino, manteniamo vivi i suoi interessi proponendo eventi con artisti, scrittori, storici, podcaster, accademici, musicisti e creativi che danno un tocco contemporaneo a idee antiche. Il festival è nato nel 2012, in occasione del centenario della morte di Stoker, ma non si è mai limitato a far indossare un mantello a qualcuno e a chiamarlo Dracula. Celebriamo Stoker, naturalmente, ma celebriamo anche la Dublino che lo ha plasmato e gli artisti che trovano nuovi modi per esplorare l’horror, il folklore, il soprannaturale e il macabro.
Peter Dunne e Liam Geraghty, i creatori del podcast horror irlandese “Petrified”, sono due dublinesi che vivono e respirano horror. L’ossessione di Peter per l’horror è nata durante i pomeriggi trascorsi a guardare i film della Hammer con suo nonno. Da adulto, ha condotto ricerche sulle paure e sulle fobie e su come sviluppiamo le nostre paure da bambini; l’anno scorso, con il sostegno dell’Arts Council of Ireland, ha studiato il modo in cui i bambini interagiscono con l’horror, scoprendo che vivere esperienze horror non solo crea un senso di comunità, ma rappresenta anche un modo sano per elaborare i propri traumi. Inoltre, è consapevole che l’horror è un grande divertimento, il che spiega in parte perché il suo podcast horror a episodi “Petrified” sia il più seguito d’Irlanda. Peter scrive e dirige, mentre Liam produce, monta e crea l’inquietante atmosfera sonora che avvolge ogni storia. Venerdì 23 ottobre porteranno “Petrified” al Project Arts Centre per un nuovissimo episodio dal vivo dedicato a persone comuni che vivono incontri molto, molto spiacevoli con il soprannaturale.

Allo Smock Alley Theatre, la scrittrice e attrice di Cork Irene Kelleher porta a Dublino il suo spettacolo *Stitch*. Da bambina, supplicava sua madre di comprarle un’edizione Ladybird di *Frankenstein*: i primi segni di una mente attratta dall’aldilà. Il suo spettacolo *Mary and Me* è stato ispirato dalla morte solitaria di un’adolescente incinta nell’Irlanda degli anni ’80, mentre *Gone Full Havisham* ha preso una delle figure femminili più famose di Dickens per darle una nuova vita tagliente, divertente e furiosa. *Stitch* si spinge in un territorio ancora più oscuro. È un omaggio a Frankenstein, ambientato sullo sfondo della vergogna e della segretezza dell’Irlanda degli anni ’80, e si interroga su cosa accada quando il confine tra mostro e creatore inizia a svanire. Lo spettacolo andrà in scena dal 23 al 26 ottobre nella suggestiva Boy’s School dello Smock Alley. È uno spettacolo intimo, inquietante e riservato esclusivamente agli adulti.

Uno dei miei dublinesi preferiti, Paul Mangan, ha trascorso anni a collezionare oggetti che alcune persone potrebbero persino evitare attraversando la strada. Paul (noto anche come Monsieur Pompier, bizzarro artista di cabaret) attribuisce il suo fascino per il curioso e lo strano a sua madre, che lo portava al Dead Zoo, e a suo padre, che gli faceva vedere film horror quando era quasi certamente troppo piccolo.

La sua collezione è poi diventata il Museo delle Curiosità in Lower Pembroke Street. È pieno di strani esemplari imbalsamati, oggetti medici d’epoca, bambole maledette, giocattoli erotici vittoriani… e persino un pezzo di torta secolare. Durante il festival, Paul e i suoi collaboratori trasformeranno le cinque sale del museo per «Senses», un’esperienza incentrata su vista, udito, tatto, olfatto e gusto. Ci saranno strumenti ottici vittoriani, un theremin, oggetti misteriosi, profumi insoliti e curiosità commestibili. Tutto questo poteva nascere solo dall’ossessione molto particolare di una sola persona.
Un altro gruppo di artisti impegnati a mantenere vive le storie del passato collaborerà all’evento SCANRA. In occasione di SCANRA: The Bonfire, occuperanno la sala al piano superiore del Bewley’s in Grafton Street per una serata all’insegna della musica, dei miti e della narrazione.

La musicista e artista performativa Branwen Kavanagh realizza opere surreali che fondono folklore, poesia, teatro e arte dei burattini. L’arpista e compositrice Alannah Thornburgh attinge al mondo delle fiabe, alla musica tradizionale irlandese e alle storie raccolte da storici, narratori e comunità rurali. A loro si unirà la narratrice Sarah McKenna Dunne, il cui lavoro approfondisce il folklore, la mitologia e le vite spesso escluse dalla storia, con la scrittrice e musicista di Dublino Róisín Nic Ghearailt nel ruolo di conduttrice. Ciò che amo di SCANRA è la sua semplicità: persone che si riuniscono al buio per ascoltare musica e raccontare storie. Questo è ciò che Samhain è sempre stato in Irlanda: la consapevolezza che si ha bisogno della comunità quando il velo tra il nostro mondo e il mondo oscuro è più sottile che mai.

Il lato più oscuro di Dublino non è riservato solo agli adulti: anche i bambini ne colgono istintivamente il fascino – adorano le storie bizzarre, travestirsi e quel pizzico di paura che rende tutto più emozionante. Stokerland trasforma St Patrick’s Park in un parco giochi gotico gratuito per i bambini sotto i 12 anni, con spettacoli, personaggi bizzarri, laboratori, truccabimbi, giochi creativi e una giostra in stile vittoriano gratuita. La “Dracula’s Disco” invita i bambini dai cinque anni in su a scatenarsi nella Round Room della Mansion House mentre il DJ personale di Dracula (che è molto più divertente di quanto si possa pensare) mette musica, mentre Macnas chiuderà il festival lunedì sera con “Fiáin” (parola irlandese che significa “selvaggio”). Questa spettacolare parata gratuita, aperta a tutte le età, invaderà le strade del centro nord-orientale della città, celebrando i 40 anni di Macnas e la sfrenata immaginazione che sta dietro al suo lavoro di fama mondiale.

Dublino è una città abbastanza compatta da rendere il seguire queste persone e le loro storie un ottimo modo per esplorarla. Staycity è un’azienda irlandese, nata proprio qui a Dublino, e le sue sette strutture in centro ti permetteranno di rimanere vicino agli eventi del festival.
Il Castello di Dublino, Christchurch, Augustine e Tivoli sono tutti facilmente raggiungibili da Smock Alley e Stokerland. Mark Street e City Quay sono in posizione ideale per raggiungere il Trinity College, Merrion Square, la Biblioteca Nazionale e il Museo delle Curiosità. La posizione centrale di Staycity in Little Mary Street è un ottimo punto di partenza per esplorare la zona nord della città e assistere allo spettacolo del Macnas.

Qualunque sia la struttura Staycity che sceglierai, scoprirai che lo spirito gotico di Dublino non è rimasto confinato nell’epoca vittoriana. È ancora vivo nelle opere di artisti appassionati di horror, nei collezionisti che non riescono a passare davanti a un oggetto insolito senza portarlo a casa, nei musicisti alla ricerca di vecchie storie e nei bambini che arrivano a St Patrick’s Park travestiti da pipistrelli.
Stoker e i suoi contemporanei vittoriani sapevano bene che il mondo quotidiano diventa molto più emozionante quando si guarda oltre ciò che si vede effettivamente. Al festival, speriamo di offrire ai curiosi vagabondi e agli amanti dell’ombra di oggi qualcosa in cui affondare le zanne dopo il tramonto.
Luoghi nelle vicinanze
Articoli correlati